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I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO
Posted by: In: Attività 17 Lug 2015 0 comments Tags: , , ,
IMG_20150714_181215 Si è svolta martedì 14 luglio  sulla terrazza del Padiglione dell’Angola “Top Floor Restaurant” la seconda edizione del Barbera National Day all’Expo di Milano. 6 giornate dedicate alla Barbera d’Asti nell’ambito di Expo Milano 2015 sotto la regia di ICIF, con il patrocinio della REGIONE PIEMONTE, del CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO del COMUNE DI COSTIGLIOLE D’ASTI e della COMUNITA’ DELLE COLLINE TRA LANGA E MONFERRATO. IMG_20150714_180734 La Barbera d’Asti rappresentata dal Sindaco Di Costigliole d’Asti Giovanni Borriero e dal Presidente del Conorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici è stata accolta al Top Floor Restaurant sulla terrazza del Padiglione dell’Angola all’’Expo di MIlano dalla Chef Elsa Viana e dal Presidente di ICIF Pierino Sassone. Elsa Viana ha proposto alcuni piatti della cucina angolana rivisti in un concept internazionale che hanno dimostrato la straordinaria capacità della Barbera d’Asti di abbinarsi a tutte le cucine del mondo anche a quelle più esotiche . Piatti di Carne, pesce, verdure, pasta con colori e profumi sorprendenti hanno regalato agli invitati una panoramica sulla cucina angolana e le oltre 20 Barbere in degustazione (sia in acciaio che in botte) hanno trovato la sintonia con tutti i piatti presentati. Il banco d’assaggi predisposto dai Sommelier di ICIF (che collabora in partnership con il Padiglione dell’Angola e con altre 5 nazioni in EXPO) ha poi accolto il pubblico del Top Floor Restaurant, che nella stessa serata ha potuto degustare la Barbera d’Asti offerta in abbinamento alla cena. Da settembre sono previsti i prossimi Barbera National Day Le aziende che hanno partecipato al BND: Colle Manora - Quargnengo Agostino Pavia & Figli - Agliano Terme La Morandina - Castiglione Tinella La Fiammenga - Penango Comune di Castagnole delle Lanze - Castagnole delle Lanze Poderi dei Bricchi Astigiani - Isola d’Asti La Ballerina - Montegrosso d’Asti Boggero Giacomo - Vaglio Serra Cantina Sant’Evasio - Nizza Monferrato Sant’Anna dei Bricchetti - Costigliole d’Asti Boeri Alfonso - Costigliole d’Asti Dezzani - Cocconato Michele Chiarlo Azienda Vitivinicola - Calamandrana Cantina Maranzana - Maranzana Cantina di Nizza - Nizza Monferrato Dogliotti 1870 - Castagnole delle Lanze Cascina del Frate - Costigliole d’Asti Cascina Castlet di Borio Maria - Costigliole d’Asti Tenuta La Graziosa - Montegrosso d’Asti Tenuta Ronzano di Ronzano Renato - Costigliole d’Asti
  Il Piemonte del vino avrà una sua “cantina web” a Expo Milano 2015. S’inaugura domani: ottanta etichette in rappresentanza delle Docg e delle Doc piemontesi più importanti andranno a ricreare per sei mesi (dal 1° maggio al 31 ottobre 2015) un mini Piemonte vitivinicolo nel Padiglione Vino A Taste of Italy realizzato da Vinitaly all’interno di Expo. La Regione Piemonte ha affidato il compito di orchestrare l’iniziativa a Piemonte Land of Perfection, il “Consorzio dei consorzi”. La “cantina Piemonte” racconta la storia e il futuro di quei paesaggi vitivinicoli che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco a Patrimonio dell’Umanità. Vini, colline, storie di uomini e donne che si racconteranno in un percorso interattivo e multisensoriale nella Biblioteca del Vino e nell’Enoteca del futuro (primo piano Del padiglione), accanto a tutte le denominazioni italiane.  Un catalogo che non è da leggere, ma da degustare. Al posto dei libri, i vini. I visitatori potranno scegliere di degustare una delle 80 etichette che si alterneranno negli Eno-dispenser automatici. Chi volesse, può avvalersi della consulenza di un sommelier, per poter conoscere in modo approfondito il vino, la provenienza, i possibili abbinamenti, la storia del vitigno e dell’azienda. “Era importante essere presenti a Expo – commenta Giorgio Bosticco, presidente di Piemonte Land of Perfection – Con il sostegno della Regione e unendo le forze del territorio ci siamo riusciti. Ricordo che l’export di vino piemontese è in crescita: più 4% nel 2014 con un valore pari a 1,04 miliardi di euro, circa il 20% dell’export vino nazionale”. Aggiunge Bosticco: “Expo è stata anche uno stimolo a far crescere la nostra squadra.  Il grande evento di Milano coincide con l’adesione a Piemonte Land of Perfection di altri Consorzi di tutela: Roero, Caluso Carema e Canavese, Freisa di Chieri e Collina Torinese, Alta Langa, Colli Tortonesi. Entrerà anche il Consorzio di Tutela Nebbioli Alto Piemonte”. Vanno a completare la compagine del super Consorzio i soci fondatori: Consorzio per la Tutela dell’Asti, Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Consorzio Tutela della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato, Consorzio Tutela del Gavi, Consorzio Tutela Brachetto d’Acqui e la Vignaioli Piemontesi. Info: www.vino2015.com, www.piemonte-landofperfection.org   Il Piemonte in numeri 19.068 mila aziende vitivinicole 43.893 ettari di vigneto, (circa il 7% del vigneto Italia) 2.401.988 ettolitri di vino prodotti del 2014 (- 6,9% sul 2013): la produzione nazionale stimata è di 44 milioni di ettolitri (- 15% sul 2013). 54 cantine cooperative con12.000 soci (rappresentano circa 1/3 della produzione vitivinicola regionale) 369 milioni di euro il valore del vino ai prezzi di base agricoli che rappresenta circa il 10% del valore dell’intera produzione agricola regionale. 1,04 miliardi di euro il valore dell’export di vino nel 2014 (+ 4% sul 2013); tale valore rappresenta circa il 22% dell’export agroalimentare piemontese e circa il 20% dell’export vini nazionale.   Produzione delle più importanti Docg 68 milioni di bottiglie di Asti spumante 27 milioni di Moscato d’Asti 12,7 milioni di bottiglie di Barolo 4,3 milioni bottiglie di Barbaresco 22 milioni di bottiglie di Barbera d’Asti 13 milioni bottiglie di Gavi 4,5 milioni di bottiglie di Brachetto d’Acqui  
Posted by: In: Notizia del giorno 02 Dic 2013 0 comments Tags: , , ,

Venerdì 29 novembre 2013, a Cascina Cuccagna in Milano, si è tenuta la manifestazione di “Piemonte Anteprima Vendemmia”, nel corso della quale sono stati presentati i risultati della vendemmia 2013 e i dati economico-produttivi della vitivinicoltura piemontese.

Presenti, tra le altre autorità, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Claudio Sacchetto, il presidente di Piemonte Land of Perfection Andrea Ferrero, il presidente della Vignaioli Piemontesi Giulio Porzio, il direttore marketing territoriale Padiglione Italia Expo 2015 Fabrizio Grillo. Sono stati sollecitati da un conduttore d’eccezione, Tinto (Nicola Prudente) di Radio Decanter. Inoltre Andrea Desana, il coordinatore del Comitato per la celebrazione del 50° anniversario della prima legge sulle doc, il quale ha illustrato un progetto di riorganizzazione del sistema doc-docg del Piemonte. La scelta del capoluogo lombardo - per la prima volta il tradizionale appuntamento ha varcato i confini regionali - è, in prospettiva, un messaggio importante nell’ottica dell’Expo 2015, l’esposizione universale emblematicamente dedicata al cibo e all’agricoltura, in programma a Milano: il Piemonte, insieme alle sue produzioni di eccellenza, sarà presente e vivrà la rassegna da protagonista. Dai dati emersi nel corso dell’incontro si delinea l’immagine di un comparto vitivinicolo che, pur fronteggiando l’attuale momento economicamente delicato, resiste rispetto a molti altri settori, confermando come la strategia volta a puntare sulla qualità e l’eccellenza paghi nel medio-lungo periodo. Su un totale di 67 mila aziende agricole piemontesi, sono 20 mila quelle dedite alla vitivinicoltura (45.343 gli ettari a vigneto, circa il 7% del vigneto Italia). A seguito di un’annata produttiva 2012 decisamente ridotta in termini quantitativi, tanto da guadagnarsi l’etichetta di “vendemmia più scarsa del secolo”, il 2013 è ritornato su livelli maggiormente vicini alla media degli ultimi anni: se l’Italia passa dai 41,07 milioni di ettolitri del 2012 ai 47,4 milioni di ettolitri stimati del 2013 -con una crescita del 15%- il Piemonte, seppur con valori meno incisivi, registra un incremento non trascurabile mediante una produzione stimata 2013 di 3.658.640 quintali di uva da cui sono derivati  2.579.534  ettolitri di vini (+ 9% sul 2012), una produzione che rappresenta il 5,5% della produzione nazionale. Suddividendo la produzione per Province, troviamo in ordine decrescente Asti con 906.000 ettolitri, Cuneo con 847.000 ettolitri, Alessandria con 697.000 ettolitri, Torino con 72.000 ettolitri, Novara con 28.000, Biella con 21.000 ettolitri, Vercelli con 7.000, VCO con quasi 2.000 ettolitri. Contraddistinta da una peculiare stagione climatica, la vendemmia 2013 non ne ha risentito dal punto di vista qualitativo, si può a tal proposito definirla una “Ottima Annata”, che merita le 4 stelle per tutte le varietà con alcune punte di eccellenza. L’aspetto qualitativo dei vini piemontesi rappresenta l’elemento distintivo che consente un’importante azione di mercato in termini di esportazione: nel 2012  l’export agroalimentare dell’Italia ha raggiunto i 25 miliardi di euro (+ 8% sul 2011, di cui 4,7 miliardi di euro è la quota vino). I dati del primo semestre 2013 dell’export agroalimentare italiano registra un andamento quasi uguale allo stesso periodo 2012, mentre risulta un incremento del vino (+8,4%). Il Piemonte è parte importante di tale export: nel 2012 ha contribuito con una quota di 4,3 miliardi di euro, di cui 1,39 miliardi è la quota bevande, in gran parte composta da vini e distillati. Sempre per quanto concerne la nostra Regione i dati del primo semestre 2013, rispetto allo stesso periodo 2012, registrano un aumento in valore del 7% dell’export agroalimentare e un +10% sul vino. Possiamo così rimarcare che in Piemonte l’export agroalimentare (composto per un terzo dal vino) conferma il trend positivo ininterrotto negli anni, con un valore che rappresenta circa il 10% dell’export totale piemontese (al terzo posto dopo Macchine e Apparecchiature e Mezzi di Trasporto). Varca i confini italiani il 60% del vino prodotto in Piemonte e in particolare: 58 milioni di bottiglie di Asti (85% della produzione), 20 di Moscato d’Asti (78% della produzione), 8 milioni di bottiglie di Barolo (65% della produzione), 2,5 milioni bottiglie di Barbaresco (55% della produzione), 10 milioni di bottiglie di Barbera d’Asti (40% della produzione), 8 milioni di bottiglie di Gavi (70% della produzione), 1,5 milioni di bottiglie di Brachetto d’Acqui (30% della produzione). I principali paesi importatori, in ordine decrescente, sono: Germania, Gran Bretagna, USA, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone.   Non solo dati, numeri ed economia: “Piemonte Anteprima Vendemmia 2013” è la conferma di come il comparto vitivinicolo piemontese sia un condensato di tradizione, valori, cultura e territorio, una miscela vincente che ha portato alla candidatura dei paesaggi vitivinicoli piemontesi nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. In tale contesto si colloca l’assegnazione dell’annuale premio “Piemonte Anteprima Vendemmia” nella duplice versione: il primo -rivolto alla memoria- è stato dedicato a Beppe Fenoglio, nel 50° della morte, il secondo, improntato al futuro, è stato assegnato a Enrico Remmert e Luca Ragagnin, scrittori della nuova generazione, cantori delle terre piemontesi del vino. La giornata milanese si è aperta con una degustazione delle migliori vendemmie dal 2004 rivolta a giornalisti, enotecari e ristoratori. E’ stata guidata dal giovane enologo Gianpiero Gerbi.   Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Pur non trascurando le difficoltà del momento, ritengo che gli ottimi risultati che si stanno ottenendo nell’ambito del comparto vino non siano frutto del caso: in primo luogo vanno ricordate le aziende vitivinicole sul territorio, le quali coniugano al duro e faticoso lavoro in vigna, una professionalità di alto livello indispensabile per risultare competitivi sul mercato, in particolare quello estero. In seguito non va trascurata l’attività sinergica operata su più livelli da enti e organismi differenti. La Regione Piemonte, e in particolare l’Assessorato Agricoltura, ha proseguito nel sostegno al settore mediante il programma  finanziato dall’OCM vino che ha previsto un intervento superiore ai 20 milioni di euro sulle misure Promozione sui mercati dei Paesi terzi, Investimenti, Ristrutturazione e riconversione vigneti. Sempre nel solco dell’OCM vino, per il 2014, sono previste nuovamente risorse per circa 20 milioni di euro. L’Assessorato, inoltre, ha supportato il settore mediante la misura 133 -promozione sui mercati Ue- del Psr 2007-2013. I buoni risultati non devono distoglierci dagli impegni che ci aspettano per il futuro: a cominciare dall’Expo 2015 e ancor più nella predisposizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, una sfida dalla quale dipende buona parte del futuro non solo del comparto vino, ma dell’intera agricoltura piemontese”.   Giulio Porzio, presidente di Vignaioli Piemontesi: “Siamo a Milano, cuore pulsante dell’economia italiana, della moda, del design, della cultura. Da qui voglio far partire la mia proposta di creare una Nazionale Azzurra del Made in Italy. Noi Piemontesi ci candidiamo ad essere uno degli undici. E’ ormai una necessità, un imperativo, per affrontare i nuovi mercati ed essere incisivi e vincenti, fare squadra, fare sistema e presentarsi in modo organizzato superando i campanilismi e gli individualismi. Il mondo della cooperazione ha appena creato una sinergia su una nuova linea di vini imbottigliati pensati per i mercati esteri che verranno commercializzati con il marchio “Nuovi Mondi”. Questa è una scelta coraggiosa. Sul fronte promozione, lo abbiamo già fatto con Piemonte Land of Perfection, ora ci vuole una sinergia a livello nazionale”   Andrea Ferrero, presidente di Piemonte Land of Perfection: “Piemonte Land of Perfection nasce per armonizzare le strategie di promozione dei principali Consorzi di tutela del vino e le più grandi Associazioni di produttori. La novità è che per la prima volta la squadra Piemonte si muove unita. E l’idea di fare squadra e presentarsi uniti sotto la bandiera Piemonte convince e  funziona. I tempi sono cambiati: le aziende hanno capito che non si può più andare per il mondo a vendere e fare promozione in ordine sparso, ma occorre riunire le forze della viticoltura piemontese per fare fronte comune sui mercati internazionali. Se vogliamo confrontarci sul mercato globale con i grandi del vino dobbiamo promuovere non solo il prodotto, ma tutto il territorio. Noi continuiamo a crederci anche quest’anno convinti che sia la giusta via per il futuro del Piemonte”.   Andrea Desana, coordinatore del Comitato per la celebrazione del 50° anniversario della prima legge sulle denominazioni d’origine: “E’ sempre più urgente una riforma del sistema delle denominazioni, perché oggi le doc e docg del Piemonte, comprese le sottodenominazioni e menzioni di legge superano le cento diciture previste in etichetta. La nostra proposta porta ad una grande semplificazione, basata su una ventina di denominazioni e soprattutto dando finalmente sviluppo alla doc Piemonte, di elevato valore strategico. Essenziale è prendere coscienza che a dettare le norme per le denominazioni in etichetta deve essere il marketing (dato che il vino si produce per essere venduto) e non i cultori e gli appassionati di ogni singolo vitigno. Di conseguenza bisogna distinguere tra vini-terroir o vini da collezione per amatori, dai vini-premium, capaci di fare business all’estero”.  
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Venerdì 29 novembre 2013, a Cascina Cuccagna in Milano, si è tenuta la manifestazione di “Piemonte Anteprima Vendemmia”, nel corso della quale sono stati presentati i risultati della vendemmia 2013 e i dati economico-produttivi della vitivinicoltura piemontese.

Presenti, tra le altre autorità, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Claudio Sacchetto, il presidente di Piemonte Land of Perfection Andrea Ferrero, il presidente della Vignaioli Piemontesi Giulio Porzio, il direttore marketing territoriale Padiglione Italia Expo 2015 Fabrizio Grillo. Sono stati sollecitati da un conduttore d’eccezione, Tinto (Nicola Prudente) di Radio Decanter. Inoltre Andrea Desana, il coordinatore del Comitato per la celebrazione del 50° anniversario della prima legge sulle doc, il quale ha illustrato un progetto di riorganizzazione del sistema doc-docg del Piemonte. La scelta del capoluogo lombardo - per la prima volta il tradizionale appuntamento ha varcato i confini regionali - è, in prospettiva, un messaggio importante nell’ottica dell’Expo 2015, l’esposizione universale emblematicamente dedicata al cibo e all’agricoltura, in programma a Milano: il Piemonte, insieme alle sue produzioni di eccellenza, sarà presente e vivrà la rassegna da protagonista. Dai dati emersi nel corso dell’incontro si delinea l’immagine di un comparto vitivinicolo che, pur fronteggiando l’attuale momento economicamente delicato, resiste rispetto a molti altri settori, confermando come la strategia volta a puntare sulla qualità e l’eccellenza paghi nel medio-lungo periodo. Su un totale di 67 mila aziende agricole piemontesi, sono 20 mila quelle dedite alla vitivinicoltura (45.343 gli ettari a vigneto, circa il 7% del vigneto Italia). A seguito di un’annata produttiva 2012 decisamente ridotta in termini quantitativi, tanto da guadagnarsi l’etichetta di “vendemmia più scarsa del secolo”, il 2013 è ritornato su livelli maggiormente vicini alla media degli ultimi anni: se l’Italia passa dai 41,07 milioni di ettolitri del 2012 ai 47,4 milioni di ettolitri stimati del 2013 -con una crescita del 15%- il Piemonte, seppur con valori meno incisivi, registra un incremento non trascurabile mediante una produzione stimata 2013 di 3.658.640 quintali di uva da cui sono derivati  2.579.534  ettolitri di vini (+ 9% sul 2012), una produzione che rappresenta il 5,5% della produzione nazionale. Suddividendo la produzione per Province, troviamo in ordine decrescente Asti con 906.000 ettolitri, Cuneo con 847.000 ettolitri, Alessandria con 697.000 ettolitri, Torino con 72.000 ettolitri, Novara con 28.000, Biella con 21.000 ettolitri, Vercelli con 7.000, VCO con quasi 2.000 ettolitri. Contraddistinta da una peculiare stagione climatica, la vendemmia 2013 non ne ha risentito dal punto di vista qualitativo, si può a tal proposito definirla una “Ottima Annata”, che merita le 4 stelle per tutte le varietà con alcune punte di eccellenza. L’aspetto qualitativo dei vini piemontesi rappresenta l’elemento distintivo che consente un’importante azione di mercato in termini di esportazione: nel 2012  l’export agroalimentare dell’Italia ha raggiunto i 25 miliardi di euro (+ 8% sul 2011, di cui 4,7 miliardi di euro è la quota vino). I dati del primo semestre 2013 dell’export agroalimentare italiano registra un andamento quasi uguale allo stesso periodo 2012, mentre risulta un incremento del vino (+8,4%). Il Piemonte è parte importante di tale export: nel 2012 ha contribuito con una quota di 4,3 miliardi di euro, di cui 1,39 miliardi è la quota bevande, in gran parte composta da vini e distillati. Sempre per quanto concerne la nostra Regione i dati del primo semestre 2013, rispetto allo stesso periodo 2012, registrano un aumento in valore del 7% dell’export agroalimentare e un +10% sul vino. Possiamo così rimarcare che in Piemonte l’export agroalimentare (composto per un terzo dal vino) conferma il trend positivo ininterrotto negli anni, con un valore che rappresenta circa il 10% dell’export totale piemontese (al terzo posto dopo Macchine e Apparecchiature e Mezzi di Trasporto). Varca i confini italiani il 60% del vino prodotto in Piemonte e in particolare: 58 milioni di bottiglie di Asti (85% della produzione), 20 di Moscato d’Asti (78% della produzione), 8 milioni di bottiglie di Barolo (65% della produzione), 2,5 milioni bottiglie di Barbaresco (55% della produzione), 10 milioni di bottiglie di Barbera d’Asti (40% della produzione), 8 milioni di bottiglie di Gavi (70% della produzione), 1,5 milioni di bottiglie di Brachetto d’Acqui (30% della produzione). I principali paesi importatori, in ordine decrescente, sono: Germania, Gran Bretagna, USA, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone.   Non solo dati, numeri ed economia: “Piemonte Anteprima Vendemmia 2013” è la conferma di come il comparto vitivinicolo piemontese sia un condensato di tradizione, valori, cultura e territorio, una miscela vincente che ha portato alla candidatura dei paesaggi vitivinicoli piemontesi nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. In tale contesto si colloca l’assegnazione dell’annuale premio “Piemonte Anteprima Vendemmia” nella duplice versione: il primo -rivolto alla memoria- è stato dedicato a Beppe Fenoglio, nel 50° della morte, il secondo, improntato al futuro, è stato assegnato a Enrico Remmert e Luca Ragagnin, scrittori della nuova generazione, cantori delle terre piemontesi del vino. La giornata milanese si è aperta con una degustazione delle migliori vendemmie dal 2004 rivolta a giornalisti, enotecari e ristoratori. E’ stata guidata dal giovane enologo Gianpiero Gerbi.   Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “Pur non trascurando le difficoltà del momento, ritengo che gli ottimi risultati che si stanno ottenendo nell’ambito del comparto vino non siano frutto del caso: in primo luogo vanno ricordate le aziende vitivinicole sul territorio, le quali coniugano al duro e faticoso lavoro in vigna, una professionalità di alto livello indispensabile per risultare competitivi sul mercato, in particolare quello estero. In seguito non va trascurata l’attività sinergica operata su più livelli da enti e organismi differenti. La Regione Piemonte, e in particolare l’Assessorato Agricoltura, ha proseguito nel sostegno al settore mediante il programma  finanziato dall’OCM vino che ha previsto un intervento superiore ai 20 milioni di euro sulle misure Promozione sui mercati dei Paesi terzi, Investimenti, Ristrutturazione e riconversione vigneti. Sempre nel solco dell’OCM vino, per il 2014, sono previste nuovamente risorse per circa 20 milioni di euro. L’Assessorato, inoltre, ha supportato il settore mediante la misura 133 -promozione sui mercati Ue- del Psr 2007-2013. I buoni risultati non devono distoglierci dagli impegni che ci aspettano per il futuro: a cominciare dall’Expo 2015 e ancor più nella predisposizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, una sfida dalla quale dipende buona parte del futuro non solo del comparto vino, ma dell’intera agricoltura piemontese”.   Giulio Porzio, presidente di Vignaioli Piemontesi: “Siamo a Milano, cuore pulsante dell’economia italiana, della moda, del design, della cultura. Da qui voglio far partire la mia proposta di creare una Nazionale Azzurra del Made in Italy. Noi Piemontesi ci candidiamo ad essere uno degli undici. E’ ormai una necessità, un imperativo, per affrontare i nuovi mercati ed essere incisivi e vincenti, fare squadra, fare sistema e presentarsi in modo organizzato superando i campanilismi e gli individualismi. Il mondo della cooperazione ha appena creato una sinergia su una nuova linea di vini imbottigliati pensati per i mercati esteri che verranno commercializzati con il marchio “Nuovi Mondi”. Questa è una scelta coraggiosa. Sul fronte promozione, lo abbiamo già fatto con Piemonte Land of Perfection, ora ci vuole una sinergia a livello nazionale”   Andrea Ferrero, presidente di Piemonte Land of Perfection: “Piemonte Land of Perfection nasce per armonizzare le strategie di promozione dei principali Consorzi di tutela del vino e le più grandi Associazioni di produttori. La novità è che per la prima volta la squadra Piemonte si muove unita. E l’idea di fare squadra e presentarsi uniti sotto la bandiera Piemonte convince e  funziona. I tempi sono cambiati: le aziende hanno capito che non si può più andare per il mondo a vendere e fare promozione in ordine sparso, ma occorre riunire le forze della viticoltura piemontese per fare fronte comune sui mercati internazionali. Se vogliamo confrontarci sul mercato globale con i grandi del vino dobbiamo promuovere non solo il prodotto, ma tutto il territorio. Noi continuiamo a crederci anche quest’anno convinti che sia la giusta via per il futuro del Piemonte”.   Andrea Desana, coordinatore del Comitato per la celebrazione del 50° anniversario della prima legge sulle denominazioni d’origine: “E’ sempre più urgente una riforma del sistema delle denominazioni, perché oggi le doc e docg del Piemonte, comprese le sottodenominazioni e menzioni di legge superano le cento diciture previste in etichetta. La nostra proposta porta ad una grande semplificazione, basata su una ventina di denominazioni e soprattutto dando finalmente sviluppo alla doc Piemonte, di elevato valore strategico. Essenziale è prendere coscienza che a dettare le norme per le denominazioni in etichetta deve essere il marketing (dato che il vino si produce per essere venduto) e non i cultori e gli appassionati di ogni singolo vitigno. Di conseguenza bisogna distinguere tra vini-terroir o vini da collezione per amatori, dai vini-premium, capaci di fare business all’estero”.