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I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO
conferenza-aislaSono 12.000 le bottiglie di Barbera d’Asti che domenica 18 settembre saranno messe in vendita dall’Aisla, in occasione della IX Giornata Nazionale sulla SLA, iniziativa di raccolta fondi che coinvolgerà oltre 150 città. Un impegno che nasce dalla volontà del Consorzio e delle sue aziende associate di sostenere la missione dell’Aisla, da sempre impegnata nell’aiutare i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Per garantire la massima qualità delle 15 etichette di Barbera d’Asti che saranno distribuite presso le principali piazze italiane, il Consorzio di tutela ha riunito un’apposita commissione, chiamata ad esprimersi sugli oltre cinquanta campioni di vino sottoposti al suo giudizio. “Siamo orgogliosi che Asti e il Monferrato abbiano voluto sostenere in modo così convinto l’Aisla, in un progetto importante quale è la Giornata Nazionale sulla SLA - dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti -. Per questo ringrazio la Regione Piemonte, la Fondazione CRAsti e tutti i produttori associati per la disponibilità dimostrata, nella convinzione che i fondi raccolti rappresenteranno un valido aiuto ai malati di SLA”. conferenza-aisla   Ufficio Stampa Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ufficiostampa@viniastimonferrato.it +39 0141 598998
Il Dipartimento di Economia e Statistica "Cognetti de Martiis” organizza mercoledì 9 marzo a Torino (ore 17.30, Campus Luigi Einaudi, Aula A4), una tavola rotonda su “Le prospettive dell'industria italiana del vino”. La tavola rotonda prende spunto dalla presentazione del volume di Stefano Castriota Economia del Vino, EGEA, Milano, ma vuole allargare la discussione riguardo al futuro del settore vinicolo italiano. L’industria italiana del vino è considerato un esempio di successo sui mercati internazionali, in particolare rispetto ai paesi produttori tradizionali. E’ infatti quello che ha saputo reggere più brillantemente la sfida dei “nuovi paesi produttori” (Australia, Cile, Sudafrica) che, soprattutto a partire dagli anni ’90, hanno sviluppato una forte concorrenza, di qualità e di prezzo. La chiave di questo successo è stata lo spostamento verso una migliore qualità, che ha permesso di superare il ruolo tradizionale dell’Italia di esportatore prevalente di vini di basso profilo, e di collocare le esportazioni italiane su livelli di qualità (e quindi di prezzo) decisamente superiori. L’interrogativo, e la sfida futura per il settore è se avrà la capacità di continuare in questa direzione in un contesto internazionale sempre più competitivo. Rispetto a questo, numerosi argomenti sono in discussione, dalla struttura delle denominazioni alle possibili politiche in favore del settore, dal ruolo delle cooperative agli strumenti di marketing, fino alle prospettive di evoluzione dei gusti dei consumatori. A discutere di questi temi saranno: Stefano Castriota, Facoltà di Economia dell’Università di Bolzano Giorgio Ferrero, Assessore Regionale all'Agricoltura, Caccia e pesca Oscar Farinetti, Presidente di Eataly Antonello Maietta, Presidente dell'Associazione Italiana Sommelier Giulio Porzio, Fedagri-Confcooperative, Presidente dei Vignaioli Piemontesi Pietro Ratti, Presidente del Consorzio di tutela Barolo e Barbaresco   Introduce e coordina la discussione Alessandro Corsi, Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università di Torino  
Il Brachetto protagonista sui mercati di tutto il mondo, Italia compresa? C’è questo interrogativo al centro del convegno che si svolgerà il 3 luglio, dalle 18, al Grand Hotel Nuove Terme di Acqui, capitale piemontese del Brachetto le cui uve, al cento per cento autoctone, sono coltivate tra Astigiano e Alessandrino. Lo ha voluto il Consorzio di Tutela del Brachetto, presieduto da Paolo Ricagno, imprenditore vinicolo di lungo corso, da tempo alla guida della Cantina sociale Vecchia Alice e Sessame. Spiega Ricagno: “Gli ultimi dati che giungono dai mercati pongono le basi per un rilancio della denominazione.  In questi anni  il Brachetto ha attraversato momenti non facili  riuscendo a superarli  con l’auto di tutti, parte Agricola, Case spumantiere e rappresentanze di Categoria. Il Consorzio da parte sua ha sempre tenuto la barra dritta, accettando anche di supportare sacrifici importanti pur di mantenere viva la denominazione. Ci siamo riusciti, ma c’è ancora molto da fare. Nel convegno di Acqui coglieremo segnali e cercheremo di immaginare il futuro di una delle denominazioni autoctone più importanti del Piemonte vinicolo”. Ad Acqui Terme, oltre a Ricagno che porterà gli ultimi dati consortili, parleranno Flavio Giaccardi, direttore vendite Italia per Duchessa Lia di Santo Stefano Belbo nel Cuneese; Gianni Marzagalli per il Gruppo Davide Campari, che è anche presidente del Consorzio dell’Asti, ente “gemello” di quello del Brachetto; il presidente del Consorzio della Barbera, Filippo Mobrici, agronomo per la Bersano di Nizza Monferrato; Alfeo Martini, della Cuvage di Acqui Terme; Alessandro Picchi, della F.lli Gancia di Canelli; Enrico Viglierchio della Banfi di Strevi. Infine ci saranno gli interventi  del giornalista russo Dmitry Fedotov e dell’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero. Modererà il giornalista Filippo Larganà. L’incontro è aperto a tutti i viticoltori impegnati a difesa di questa denominazione. Altre info: 0141594842 – info@brachettodacqui.com