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I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO

Sorì del Moscato, la fatica del sorriso: il 13 febbraio a Santo Stefano Belbo

Posted by: In: Attività 11 Feb 2015 0 comments Tags: , , ,

sld_moscato_03Si torna a parlare di SORI’, dopo l’incontro di Canelli del 2013 il Consorzio di tutela dell’Asti riaccende l’attenzione su una delle realtà più suggestive della viticoltura piemontese. Le vigne che toccano il cielo, con pendenze superiori a quelle che affrontano i ciclisti del Giro d’Italia o del Tour de France, vanno salvaguardate e tutelate. I Sorì sono preziosi per mantenere un tessuto vitivinicolo e paesaggistico unico, ottenuto grazie al lavoro di generazioni di vignaioli e oggi reso ancora più prestigioso dal riconoscimento a patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Sono con i loro filari disegnati tra le nuvole e i terrazzamenti con i muretti a secco, un’affascinante meta enoturistica.  

La Commissione qualità, prevista dall’accordo interprofessionale del Moscato, ha definito come Sorì i vigneti con una pendenza di almeno il 50%, censendo 330 ettari di filari e terrazzamenti coltivati da poco più di 600 produttori di moscato con pochi o nessun supporto meccanico.

A loro si rivolge l’attenzione del Consorzio e della commissione regionale editando il volume  “Sorì, la fatica del sorriso” dove si raccolgono, ad opera del coautore Lorenzo Tablino, tredici testimonianze di vignaioli e se ne traccia la straordinaria vicenda storica e sociale.

Il volume, stampato anche con testo in inglese, è arricchito dalle fotografie di Enzo Massae dai ritratti di Riccardo Bosia e completato dagli interventi di Roberto Cerrato direttore del comitato per il riconoscimento dell’Unesco dei territori del vino e dal geologo Claudio Riccabone. In appendice una serie di interessanti elaborazioni statistiche che inseriscono i Sorì nel più vasto panorama dei diecimila ettari della viticoltura del Moscato d’Asti docg.

 

L’incontro di Santo Stefano Belbo, condotto dal giornalista Sergio Miravalle, oltre alla presentazione del libro, offrirà l’occasione per mettere a confronto altre esperienze di tutela di viticolture “estreme” in Italia e in Europa.

Ne parleranno vignaioli delle Cinque Terre e della Valtellina.

L’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero illustrerà le iniziative per contribuire al mantenimento dei Sorì come patrimonio vivo della viticoltura piemontese a tutela anche dell’assetto idrogeologico di territori fragili e unici. Sarà fatto il punto sulle recenti misure a sostegno delle viticolture “eroiche” elaborate dall’Arev (Associazione europea delle regioni vitivinicole).  

Enrico Zola, che ha coordinato per anni il tavolo vitivinicolo regionale mostrerà l’esempio di una nuova carta digitale che consente di individuare i vigneti con una mappatura di precisione di 25 metri per 25 metri con inserimento di parametri scientifici e orografici.

L’esperienze di altre zone europee di viticoltura eroica saranno illustrate da Gianluca Macchi, agronomo dell’Accademia della Vite e del vino. 

Giovanni Bosco, presidente del Ctm, Coordinamento terre del Moscato illustrerà la sua proposta per valorizzare il prodotto ottenuto da queste vigne.

Alberto Cirio, componente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo condividerà l’espressione del territorio viticolo nel panorama europeo.

Giorgio Bosticco, direttore del Consorzio e presidente della Commissione qualità, concluderà gli interventi, con l’impegno del Consorzio per dar seguito a proposte e progetti condivisi. 

Seguirà un brindisi benaugurale con Moscato d’Asti e Asti docg e dolci tradizionali della Valle Belbo.

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