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I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO

Roero Arneis Docg

Posted by: In: Roero, Vini 30 Apr 2015 0 comments Tags:
Roero Arneis Docg

L’origine del nome pare da attribuirsi a una simpatica idea: quella di accomunare il carattere di questo vino bianco al termine dialettale usato per descrivere una persona dal carattere scontroso, poco affidabile, irascibile. Altre fonti, invece, lo riconducono al termine renexij, con cui nel XV secolo si indicava il vitigno Arneis, dal nome del bric Renesio posto alle spalle del paese di Canale.


Grazie alle arenarie siccitose del Roero, terreni soffici e permeabili dove gli strati sabbiosi sono inframmezzati da marne, l’Arneis acquista profumi sottili ed eleganti che richiamano i fiori bianchi e suggestioni di frutta fresca che vanno dalla mela alla pesca alla nocciola. Brillante nel suo giallo paglierino che scarica vivaci riflessi verdognoli, si propone secco e delicatamente acidulo al palato, con una gradevole persistenza di retrogusto amarognolo.


Ne esiste anche una versione passita, che profuma di miele e frutta secca e si accompagna perfettamente ai dolci. È l’unico vino bianco autoctono del Piemonte che va a completare la vasta gamma dei grandi vini dell’Albese.

Scheda tecnica

Uve:Arneis minimo 95 %, al massimo 5% di altri vitigni a bacca bianca ammessi in Piemonte.
Comuni:Canale, Corneliano d’Alba, Piobesi d’Alba, Vezza d’Alba, Baldissero d’Alba, Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Montà, Montaldo Roero, Monticello d’Alba, Pocapaglia, Priocca, S.Vittoria d’Alba, S.Stefano Roero, Sommariva Perno.
Tipologie:Roero Arneis, Roero Arneis Spumante.
Invecchiamento minimo:non previsto.
Gradazione alcolica minima:11 % vol.; 11,5% vol. per la tipologia spumante.
Uva

L’origine di questo vitigno a bacca bianca si perde nella notte dei tempi, così come non si conosce con esattezza la sua zona d’origine. Alcuni documenti lo legherebbero già fin dal Quattrocento al Roero, oggi terra privilegiata per la sua coltivazione. Dopo aver prosperato lungo i secoli, questo vitigno venne fatalmente colpito dalla crisi della viticoltura e dallo spopolamento delle campagne a cavallo delle due guerre mondiali.


Alla fine degli anni Sessanta era ridotto a pochi filari sparsi tra quelli di Nebbiolo, perché i suoi acini dolcissimi e di precoce maturazione tenevano lontani gli uccelli dalle uve nere, più remunerative. È stata l’intuizione imprenditoriale di alcuni produttori che hanno voluto imporre un bianco di valore in una terra che sembrava destinata solo ai vini rossi a ridare visibilità e prestigio a questo vino e al suo territorio d’elezione.


All’origine del rilancio e delle nuove fortune dell’Arneis ci sono anche le selezioni clonali che lo hanno decisamente migliorato. Fino a qualche decennio fa, infatti, le viti erano piuttosto difformi e da questo potrebbe derivare il nome, che nel dialetto locale significa “birichino” o “scapestrato”.

Consorzio di tutela

Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero
Corso Enotria, 2/c - Ampelion - 12051 Alba (Cn)
Tel.: +39 0173 441074
Fax: +39 0173 240112
Email: consorzio.vini@langhevini.it
www.langhevini.it

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