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I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO

Giovanni Battista Marchisio di Vezza d’Alba sarà premiato con la Gran Medaglia Cangrande al Vinitaly 2014

Posted by: In: Attività 31 Mar 2014 0 comments Tags: ,
In questa 48° edizione del Vinitaly di Verona, per il Piemonte, protagonista con circa 600 espositori, la Gran Medaglia Cangrande sarà conferita a Giovanni Battista Marchisio, “storico” presidente della società cooperativa Cantina del Nebbiolo di Vezza d’Alba (CN). Si tratta del prestigioso riconoscimento che, in ogni edizione del Vinitaly, la Fiera di Verona assegna ai benemeriti della vitivinicoltura segnalati dalle Regioni Italiane. La cerimonia di consegna si svolgerà domenica 6 Aprile 2014 presso l’auditorium della fiera, a seguire la cerimonia di inaugurazione di quella che è la più importante fiera internazionale del vino. Giovanni Battista Marchisio è nato a Vezza d’Alba nel 1926. In questo paese del Roero, in provincia di Cuneo, terre di grandi vini, Marchisio ha profuso tutto il suo grande e lodevole impegno umano e professionale al servizio e per lo sviluppo di questi territori, esplicitato anche come consigliere comunale di Vezza d’Alba e da sindaco del paese dal 1956 al 1970 e dal 1975 al 1980. La sua è stata una lunga e ininterrotta attività svolta nel settore agricolo. Conseguito nel 1951 il diploma di Perito Agrario e di Enotecnico specializzato, nel 1952, e fino al 1956, svolge l’attività di Insegnante Tecnico alla Scuola Enologica di Alba. Dal maggio 1956 è assunto come tecnico agricolo presso l’Ispettorato Agrario di Cuneo, poi nella sede di Alba; passando, con l’avvento delle Regioni, nel ruolo del Servizio regionale decentrato dell’agricoltura di Cuneo, da cui cessa il servizio nel 1991. In questo periodo conclude il dottorato in Scienze Religiose con una tesi sul “Vino nella Bibbia” e pubblica il libro”La Vite, la vigna e il vino nella Bibbia”. La sua attività diretta e operativa nel mondo del vino inizia quale vice presidente, e continua ininterrottamente con quella di Sindaco della Cantina del Nebbiolo di Vezza d’Alba e si conclude con la carica di Presidente che ricopre dal 1986 fino a dicembre 2013. Quella di Vezza è una cantina sociale ricostituita nel 1959, ma le cui origini risalgono addirittura al 1901, a quell’epoca citata unicamente come produttrice di vino bianco “Favorita”, garantito purissimo per la Santa Messa.. La Cantina del Nebbiolo, come tantissime altre cantine sociali, in quegli anni ha svolto una preziosa attività in difesa delle dure condizioni di vita, di lavoro e di reddito della miriade di piccoli produttori bistrattati e con scarsissimo potere contrattuale. E stiamo parlando del Roero: un territorio, fino agli anni ’80 del secolo scorso, caratterizzato da una vitivinicoltura marginalizzata, anche frutto di una rassegnata, diffusa opinione che il Roero non avrebbe mai potuto dare grandi vini. E in quegli anni difficili, l’attività della Cantina del Nebbiolo si inserisce nel solco virtuoso tracciato da quel grandioso personaggio definito la “Cometa del Roero”: Matteo Correggia, eccelso artefice e protagonista della rinascita vitivinicola del Roero, produttore e creatore di quei grandi vini che danno fama e riconoscimenti internazionali ai quei vini e al Roero. Infatti, l’impegno e la passione di Matteo Correggia contagia e trascina gli altri produttori e le Istituzioni del Roero in quello che diventa un grande processo di rinascimento vitivinicolo, rurale, enogastronomico di questo territorio. Processo che porta, tra l’altro, alla creazione, nel 1996, della Enoteca Regionale del Roero (una delle più attive che promuove, con lo chef stellato Davide Palluda, anche il prestigioso ristorante che ha esaltato la cucina tradizionale Roerina), e ad una sempre maggiore evoluzione della qualità vitivinicola che culmina nel 2004 con il riconoscimento della DOCG per il Roero e il Roero Arneis. La Cantina del Nebbiolo, sotto la guida di Marchisio, ha svolto una parte importante in questo virtuoso processo storico del Roero. Oggi essa unisce quasi 180 soci produttori, provenienti da 13 Comuni del Roero e 4 comuni di Langa, che rappresentano 270 ettari di vigneti, e una produzione di eccellenti vini, in prevalenza Roero, Roero Arneis, Barolo, Barbaresco e Moscato d’Asti DOCG, Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Dolcetto d’Alba, Langhe Favorita, Langhe Dolcetto e Langhe Nascetta DOC. “Designando Giovanni Battista Marchisio, classe 1926, per la Gran Medaglia di Cangrande di questo 48° Vinitaly, abbiamo voluto rendere omaggio ad un uomo che ha dedicato la sua vita alla agricoltura e al servizio degli agricoltori, che è stato anche un protagonista della straordinaria evoluzione della vitivinicoltura piemontese”, ha dichiarato l’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte Claudio Sacchetto,“ Marchisio è il simbolo di quegli uomini piemontesi, profondamente legati alla propria terra, che con la loro proverbiale tenacia, laboriosità, senso del sacrificio e del dovere, hanno costruito la ricchezza materiale e morale del nostro Piemonte, e che costituiscono un esempio per le nuove generazioni”.

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