zh-hansjaiten
I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO

Dogliani Docg

Posted by: In: Langhe, Vini 30 Apr 2015 0 comments Tags:
Dogliani Docg

Tra il Dolcetto e la zona di Dogliani esiste tradizionalmente una relazione molto forte. Portavoce di questo legame è stato il presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il quale ha saputo creare stimoli determinanti per la valorizzazione e l’affermazione del vino della sua regione natale.


Il Dogliani, tipologia Superiore del Dolcetto di Dogliani sottoposta a un anno di invecchiamento, rappresenta il vertice qualitativo del Dolcetto. L’impegno dei produttori in favore della qualità è stato riconosciuto con il passaggio, nell’anno 2005, alla denominazione di origine controllata e garantita. Il vino può essere identificato con il semplice nome geografico di provenienza: Dogliani.


Il Dogliani ha colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, profumo intenso di fiori e frutti freschi come la mora e la ciliegia selvatica, sapore secco e armonico, con un piacevole retrogusto finemente ammandorlato e fragrante; l’acidità moderata regala un tocco di singolare vivacità A Dogliani paese esiste una ottima Bottega comunale per aiutare i visitatori nella scoperta dei vini e del territorio.

Scheda tecnica

Uva:dolcetto 100%
Comuni:Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Briaglia, Castellino Tanaro, Ciglié, Clavesana, Dogliani, Farigliano, Igliano, Marsaglia, Monchiero, Niella Tanaro, Piozzo, Rocca Ciglié, Carrù , Mondovì, Murazzano, Roddino, S. Michele Mondovì, Somano, Vicoforte.
Tipologie:Dogliani, Dogliani Superiore.
Invecchiamento minimo:Per il “Dogliani” non è previsto un invecchiamento minimo, Per il “Dogliani Superiore” 12 mesi a partire dal 15 ottobre dell’anno della vendemmia.
Gradazione alcolica minima:12 %vol per il Dogliani; 13% vol per il Dogliani Superiore.
Uva

Il Dolcetto è tra i vitigni autoctoni piemontesi più tipici ed è coltivato in varia misura un po’ ovunque nella regione. Predilige terreni calcarei marnosi su colline fra i 250 ed i 600 m.s.l.m., ma riesce a maturare anche oltre i 700.


La sua culla ideale è la Langa. Per secoli questa varietà di vite a bacca nera ha condiviso le fortune e le miserie della gente di campagna. Pur non essendo una pianta particolarmente vigorosa o resistente alle difficoltà e alle malattie, il Dolcetto ha sempre saputo offrire ai viticoltori i frutti dolci e maturi per la tavola, adatti anche per produrre una speciale marmellata (la “cognà”) e, soprattutto, materia prima per un vino dai caratteri schietti e semplici. Storicamente, il Dolcetto era la merce di scambio con la Liguria: dalla regione costiera ci si approvigionava di olio, sale e acciughe, ingredienti base di uno dei piatti più famosi del Basso Piemonte, la “bagna caoda”.


Nel cuneese si barattava l’uva dolcetto con i vitelli allevati in pianura, così da avere nelle stalle di collina animali di razza. Il vino da Dolcetto ha avuto un momento di grande fortuna negli anni 70-80 quando era proprio il prodotto della mensa quotidiana e gli impianti di vigneto si sono estesi. Oggi la sua espansione si è fermata, il consumatore locale esperimenta anche altri vini. Il Dolcetto è però ancora un vino importante per il consumo quotidiano.


Il nome del vitigno deriva dalla particolare dolcezza della polpa dell’uva, ma i vini che se ne ricavano sono esclusivamente asciutti e decisamente secchi, caratterizzati da una modesta acidità e da un piacevole retrogusto amarognolo. A seconda della zona di coltivazione e del tipo di vinificazione, il Dolcetto dà origine a vini freschi e beverini, che si accompagnano alla tavola quotidiana grazie alla loro morbidezza, alla freschezza del gusto e alla capacità di adattarsi a molti cibi diversi; oppure a vini di forma più evoluta, di corpo e struttura, capaci di invecchiare fino a sei-sette anni grazie al sapiente lavoro in vigna e a una corretta gestione in cantina da parte dei produttori.


Negli anni Venti e Trenta del Novecento i grappoli di dolcetto erano spesso impiegati nella cosiddetta cura dell’uva, per il sapore delicato e per il basso contenuto di acidi e tannini. Le uve Dolcetto, infatti, hanno proprietà rimineralizzanti, depurative, diuretiche, lassative e decongestionanti per il fegato in quanto facilitano il drenaggio epatico.

Consorzio di tutela

Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero
Corso Enotria, 2/c - Ampelion - 12051 Alba (Cn)
Tel.: +39 0173 441074
Fax: +39 0173 240112
Email: consorzio.vini@langhevini.it
www.langhevini.it

Sorry, the comment form is closed at this time.

Related Posts