zh-hansjaiten
I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO

Brachetto d’Acqui Docg

Posted by: In: Monferrato, Vini 30 Apr 2015 0 comments Tags:
Brachetto d’Acqui Docg

L’espressione vinicola più nota del Brachetto è indicata dal vino Brachetto d’Acqui (o Acqui) Docg le cui uve, nel rispetto di un disciplinare rigoroso oggetto di continui controlli a tutela della qualità, sono coltivate in una ristretta area geografica (26 Comuni) compresa tra il Sud dell’Astigiano e l’Alessandrino, soprattutto nell’Acquese.


Con l’uva Brachetto si vinificano soprattutto un Acqui docg spumantizzato; uno “tappo raso” (per distinguerlo dal tappo a fungo tipico dei vini spumanti) dal caratteristico colore rosso rubino e dall’aroma dolce e floreale, dalla vendemmia 2011 anche la versione “Passito” .


Si tratta di vini da consumare giovani, ad un anno dalla vendemmia, e hanno un consumo legato soprattutto alla pasticceria e all’uso in cucina. Goloso e da provare l’abbinamento al cioccolato fondente.


Infine una curiosità. Del Brachetto d’Acqui si dice sia il vino dell’amore anche per la leggenda che lo vuole bevanda preferita dalla regina dell’Antico Egitto, Cleopatra, a cui veniva donato regolarmente dai condottieri romani Giulio Cesare e Marco Antonio, entrambi suoi amanti.

Scheda tecnica

Uve:minimo 97% Brachetto e per il restante 3% uve provenienti da vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte.
Comuni:26 Comuni compresi tra il Sud dell’Astigiano e l’Alessandrino, soprattutto nell’Acquese.
Tipologie:Tappo raso, spumante, passito.
Invecchiamento minimo:non previsto.
Gradazione alcolica minima:5,5% vol. – 7% vol.
Uva

Il Brachetto è uno dei vitigni autoctoni più antichi del Piemonte. E’ la prima uva aromatica, a bacca rossa, che viene vendemmiata tra fine agosto e settembre. Incerta l’origine del vitigno e del nome. Qualcuno lo fa discendere da una tipologia presente sulla Costa Azzurra, altri da vitigni prettamente autoctoni.


In età moderna, nel 1817, il naturalista Gallesio lo definisce “vino celebre” classificandolo vino da dessert che risultava alcolico e poco colorato, e invecchiando assumeva il sapore del Porto o del vino Xeres e riferisce che il Brachetto, dolce o spumante, era conosciuto e commercializzato con successo nei mercati dell’America meridionale.


La prima definizione ufficiale è del 1922 a firma di Garino Canina, che ne fu il vero classificatore scientifico: “Tra i vini di lusso il Brachetto appartiene alla categoria dei vini rossi dolci ed aromatici: è un vino con profumo speciale, moderatamente alcolico e zuccherino, non molto colorito che per lo più si consuma spumeggiante o spumante”. Tra le varie notizie che il Canina dava, molto importanti dal punto di vista storico, una delle più interessanti riguarda il fatto che il Brachetto fosse diffuso in particolare nel circondario di Acqui e di Nizza Monferrato, indicando però una produzione per il mercato di soli 500 hl. L’avvento della filossera aveva, alla fine della prima guerra mondiale, devastato i vigneti: i vignaioli, al momento di reimpiantarli, avevano privilegiato altri vitigni che assecondavano maggiormente le tendenze del mercato, a discapito di questa varietà che richiedeva attenzione e cure particolari. Inizia così il suo secondo sonno.


Il risveglio è storia recente. Intorno agli anni 50, dalle colline del sud Piemonte dove la produzione continuava in piccole nicchie di estimatori, un produttore rispettoso della tradizione ma lungimirante quale Arturo Bersano mise a punto un Brachetto spumante elaborato in autoclave con metodo charmat. Da allora il Brachetto ha continuato il suo percorso di protagonista tra i grandi vini aromatici, tra i quali si distingue per le proprie caratteristiche ed è apprezzato dagli intenditori più raffinati.

Consorzio di tutela

Consorzio Tutela Vini d’Acqui
Piazza Levi, 7 15011 Acqui Terme
Uffici: Piazza Roma 10 -14100 Asti
email: info@brachettodacqui.com
www.brachettodacqui.com

Sorry, the comment form is closed at this time.

Related Posts