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I PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO

Barbaresco Docg

Posted by: In: Langhe, Vini 30 Apr 2015 0 comments Tags:
Barbaresco Docg

Le origini di questo vino aristocratico vantano molte leggende: alcuni narrano che i Galli siano giunti in Italia perché attratti dal vino di Barbaritium, di eccellente qualità mentre altri sostengono che il Barbaresco derivi il suo nome dai popoli barbari che causarono la caduta dell’Impero romano. In tempi antichi il luogo dove oggi sorge il borgo di Barbaresco era ricoperto da una foresta così impenetrabile da permettere ai Liguri che vi si erano rifugiati di trovare scampo alla cavalleria romana. Proprio perché rimasta estranea ai confini dei loro domini, i Romani la denominarono barbarica silva: da questa espressione deriva l’antico toponimo Barbaritium, evolutosi nell’attuale Barbaresco.


Il professor Domizio Cavazza, primo preside della Regia Scuola Enologica di Alba, fu tra quelli che delinearono questo vino (già noto da tempo) proprio nello stesso periodo in cui Cavour, la Marchesa Falletti e i Savoia denominavano come Barolo il Nebbiolo coltivato dall’altra parte della città di Alba e cioè nella seconda metà dell’800. Da allora ha sempre “viaggiato” in coppia con il fratello Barolo chiedendo regole di tutela, facendo nascere il Consorzio nel 1934, diventando una delle prime Doc italiane nel 1966 e poi una delle prime Docg nel 1980.


Il Barbaresco è ottenuto da Nebbiolo in purezza e si presenta con un colore intenso e brillante che va sfumando dal rosso rubino al granato e un bouquet stimolante di profumi ancora fruttati eppure eterei che richiamano il lampone e la confettura di frutti rossi, il geranio e la viola, ma anche il pepe verde, la cannella e la noce moscata, il fieno e il legno, la nocciola tostata, la vaniglia e perfino l’anice. Deve invecchiare almeno due anni di cui uno in legno di rovere e dopo quattro può definirsi “Riserva”.


Raggiunge il suo meglio tra i 5 ed i 10 anni ma può essere anche molto più longevo. Sul mercato si trovano prodotti tradizionali ed altri interpretati in modo più internazionale con affinamenti in legno piccolo. È prodotto da piccoli vinificatori, da cooperative prestigiose e anche da nomi di eccellenza mondiale. Nel paese di Barbaresco ha sede l’Enoteca regionale dove si possono degustare gran parte dei vini prodotti nella denominazione.

Scheda tecnica

Uva:nebbiolo 100%
Comuni:Barbaresco, Treiso, Neive e parte del Comune di Alba (San Rocco Seno d’Elvio).
Tipologie:Barbaresco, Barbaresco Riserva, Barbaresco e Barbaresco riserva con Menzione Geografica Aggiuntiva.
Invecchiamento minimo:26 mesi di cui 9 in legno (50 mesi per la Riserva).
Gradazione alcolica minima:12% vol.
Uva

Il Nebbiolo è il più antico vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, uno tra i più nobili d’Italia. Il suo nome deriverebbe da “nebbia”: secondo alcuni perché i suoi acini danno l’impressione di essere “annebbiati”, ricoperti dalla pruina abbondante; secondo altri, invece, perché la maturazione tardiva dell’uva spinge la vendemmia al sorgere delle prime nebbie d’autunno.


Conosciuto anche come la “regina delle uve nere”, ha bisogno di cure attente e laboriose, giunge a maturazione piuttosto tardi rispetto ad altri, nella prima metà di ottobre. Abbastanza sensibile agli sbalzi improvvisi di temperatura si avvantaggia delle oscillazioni tra giorno e notte in fase di maturazione ma la ricchezza di tannini della sua buccia richiede posizioni collinari ben esposte al sole, preferibilmente sud-ovest, fra i 200 e i 450 m. s.l.m., al riparo dalle gelate e dai freddi di primavera.


Se ne ricavano vini forti e potenti, molto ricchi di alcol che spesso esprimono al meglio le loro caratteristiche in seguito a un lento invecchiamento. A seconda della zona di coltivazione, il Nebbiolo dà origine a una serie di grandi vini rossi orgoglio del Piemonte vitivinicolo.

Consorzio di tutela

Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero
Corso Enotria, 2/c - Ampelion - 12051 Alba (Cn)
Tel.: +39 0173 441074
Fax: +39 0173 240112
Email: consorzio.vini@langhevini.it
www.langhevini.it

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